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Ecomuseo città di Siena. Nel cuore della Toscana per parlarvi di una straordinaria rampa elicoidale che volteggia verso il cielo senza farci salire nemmeno un gradino.
Fin’ora vi abbiamo abituato a parlarvi di Scale, Gradini, alzate e pedate. Questa volta vogliamo fare un’eccezione!
Affascinati dall’andamento Elicoidale, abbiamo visitato Palazzo Vestri, una storica struttura senese che racchiude un gioiello di ingegneria tanto cara ad Edilco.
Parliamo della rampa elicoidale situata in via Salicotto, nella contrada della Torre, all’interno del Palazzo Vestri a Siena.
L’edificio settecentesco è stato realizzato dall’architetto pratese Giuseppe Valentini. Realizzato in stile neoclassico, è la tipica struttura che affascina e lascia a bocca aperta.
Per un certo periodo di tempo è stato la sede del prestigioso Hotel “La Stella d’Italia”. Adesso invece ospita l’Azienda di promozione turistica di prato.
La Scala con rampa liscia elicoidale che sale dal cortile interno del palazzo, si avvolge in morbide volute fino all’ultimo piano della struttura. Massiccia ed imponente, lascia senza fiato e stupisce, che una struttura così solida, possa trasmettere tanta leggerezza solo grazie alla forma elicoidale che le hanno dato.
A voi il giudizio. Per noi è bellissima.

Castel Savoia: un castello ed una scala da interni fortemente desiderati dalla regina madre.
A settembre Edilco vola nella nostra verdissima Valle D’Aosta per scoprire una delle meraviglie dell’alta Italia: Castel Savoia.
Un gioiello architettonico incastonato nella splendida cornice del Monte Rosa. Villa Ottocentesca dallo stile eclettico, Castel Savoia si trova nel comune di Gressoney-Saint-Jean, un piccolo e fantastico paese italiano che conta solamente 800 abitanti circa.

Emilio Stramucci, noto architetto già al tempo al servizio della casa reale, si occupò della progettazione e dell’edificazione della villa di villeggiatura su incarico della Regina Margherita. Le opere vennero realizzate dal 1899 al 1904. In seguito la proprietà del castello passò dai regnanti all’industriale milanese Ettore Moretti, per essere ceduto infine alla proprietà della regione autonoma della Valle D’Aosta.
La grande villa a tre piani è caratterizzata da ben cinque torri neogotiche ed un alternarsi di stili che gli conferiscono un aspetto armonioso ed elegante.
Ciò che più ci interessa ed ha attratto la nostra attenzione, è la stupefacente scala in legno di rovere a doppia rampa semicircolare.

La struttura in legno e i ricchi decori intagliati sono opera del maestro intagliatore torinese Michele Dellera.
Tra le tante scale da interni che abbiamo avuto la fortuna di ammirare, questa è senza dubbio quella sulla quale é stato dedicato il maggior tempo ai dettagli più minuti.
Da qualunque prospettiva la si guardi, si possono scovare sempre nuovi richiami decorativi ai simboli sabaudi e motivi floreali. Decorazioni ed intagli della Scala sono stati fortemente voluti dalla stessa regina madre Margherita.
L’opera stessa è monumentale se si pensa al solo fatto che è stata costruita interamente a mano, intagliata magistralmente dal legno grazie alle abilità superiori di Dellera.
Vi invitiamo vivamente a visitare questo splendido castello. Merita una sosta, sia per ammirarne gli interni, che gli esterni, senza dimenticare (anche se ci pare praticamente impossibile) di stupirsi davanti alla vastità naturale delle pendici del Monte Rosa.

Le Scale Elicoidali di Palazzo Isolani: alla scoperta delle Scale Elicoidali in Emilia Romagna – Palazzo Isolani, già Palazzo Bolognini.
Oggi il Blog di Edilco ha visitato una delle più belle città del centro Italia. Siamo a Bologna, capitale di arte, cultura e buon cibo. Conosciuta e riconosciuta a livello nazionale (e non solo) come una delle più belle e ricche città in fatto di opere d’arte, Bologna è uno scrigno pieno di tesori da scoprire passeggiando per le “viuzze” del centro storico.

Tra le tante stradine che costellano il tipico centro a mattoncini rosso, ne troviamo una che ci porta ad affacciarci sulla splendida piazza Santo Stefano.
Sulla Piazza si affaccia il Palazzo Isolani, già denominato da tempo Palazzo Bolognini. Una struttura eclettica che racchiude in se molti elementi gotici, rinascimentali e neoclassici. Perfettamente collegato, attraverso una serie di cortili e passaggi, a Strada Maggiore, il palazzo fu progettato tra il 1451 e il 1455.
Artefice dell’opera strutturale fu l’architetto fiesolano Pagno di Lapo Portigiani, che ricevette l’incarico dalla famiglia Bolognini. La famiglia Bolognini era molto abbiente e faceva parte di quel gruppo di famiglie che, al tempo, costituivano il Senato e reggeva il governo della città. I Bolognini dovevano la propria fortuna al commercio della seta , fulcro dell’economia cittadina.

Nel XVIII secolo il palazzo venne acquistato dalla famiglia Isolani, sempre bolognesi, ma di origine cipriota. La storia del palazzo segue le vicissitudini della famiglia e nel 1708 viene fortemente rivisitato da Giuseppe Antonio Torri.
Quello che più conta però, almeno per quanto riguarda noi di Edilco, è il fatto che all’interno di questo palazzo, possiamo trovare una spettacolare Scala Elicoidale progettata dal nostro già ben conosciuto Jacopo Barozzi da Vignola (“detto “il Vignola”). Eravamo già incappati nelle opere del Vignola. Infatti se vi ricordate, avevamo visitato per voi l’elegante Palazzo rinascimentale Barozzi, proprio a Vignola, dove veniva fatto sfoggio di un’altra opera dell’architetto in questione.

Non servono parole per descrivere il signorile lavoro compiuto dal Vignola, basta le immagini che vi proponiamo per farvi capire la raffinatezza e l’armonia che il progettista ha saputo realizzare.
Godetevele e se potete, andate a visitare questo bellissimo Palazzo e le sue grandiosi opere.
Calabria: perla del mediterraneo che nasconde incredibili tesori fatti cemento e ferro come il Castello di Coriglaino Calabro e la sua Scala Elicoidale
Nel cuore della nostra bella Calabria, esattamente nella famosa Corigliano Calabro, si erge uno splendido Castello, al cui interno è celata una magnifica Scala Elicoidale. Stiamo parlando della fortezza risalente al XI secolo, la cui storia è legata al re normanno dall’aspetto gigantesco, Roberto il Guiscardo. Secondo alcuni storici, fu proprio il norreno a volere la costruzione di un fortilizio vicino a Rossano. Con il passare dei secoli, l’aspetto di questo maniero fu rivisitato radicalmente e la sua struttura profondamente cambiata a seconda delle richieste e delle esigenze dei vari possidenti.

Intorno al 1647 la proprietà passò in mano alla famiglia Saluzzo, ed è proprio a loro che si devono le trasformazioni e miglioramenti più radicali all’aspetto del poderoso castello. Alla fine i Saluzzo lo resero la propria dimora. Tra i tanti lavori che la famiglia Saluzzo fece eseguire, ricordiamo, in particolare, la ristrutturazione del Mastio.
Il Mastio, ossia la la torre principale delle fortezze medievali nella quale si ricoveravano i castellani con i propri familiari, quando ritenevano poco sicura il resto della fortezza, costituiva il cuore del castello.
Particolarmente imponente, il Mastio del castello di Corigliano Calabro, si è sempre eretto gigante “sorprendendo ancora oggi per l’imponenza della base scarpata, abilmente coniugata con l’eleganza delle finestre ad arco e delle torri merlate.” (cit.Wikipedia).
Di forma cilindrica a base larga, con scarpate che salgono fino a due terzi della loro altezza.

foto di Nicodemo Misiti
Il cuore del Mastio è rappresentato da una bellissima Scala Elicoidale che si erge vertiginosa per tutta l’altezza della torre. La Scala Elicoidale in ferro, si avvolge su se stessa elevandosi per tutti e quattro i piani della torre.

l primo livello (non visitabile), che doveva far parte della struttura più antica del castello, è affrescato solo nella volta con motivi geometrici monocromatici.
- Il secondo livello è il più ricco dei quattro livelli con episodi tratti dalla Gerusalemme liberata di Torquato Tasso
- Il terzo livello vi sono le quattro Virtù Cardinali (fortezza, prudenza, giustizia e temperanza) alternate e collegate ad episodi di scene di mitologia greco-romano.
- Il quarto e ultimo livello del Mastio (non visitabile) con affreschi di numerosi scudi effigiati ad intervalli regolari lungo il perimetro della volta sulla quale spiccano regali figure assise in trono, contornate dai simboli del loro potere (cit. Wikipedia)
Il Castello di Corigliano Calabro con il suo maestoso Mastio e la splendida Scala Elicoidale, rappresentano una delle fortezze meglio progettate e conservate nella nostra Italia Meridionale.
Da visitare sicuramente!

Le Scale Elicoidali nell’Architettura del ‘900 – Casa della GIL a Trastevere di Luigi Moretti
La GIL è un’iconica struttura romana, perfetto esempio di architettura dei primi del ‘900.
Edificata nel 1933, la Casa della Gioventù Italiana del Littorio (GIL), si trova in Largo Ascianghi, proprio al centro del Rione Trastevere. L’edificio venne commissionato dall’Opera Nazionale Balilla (ONB) all’architetto Luigi Moretti.

Il progetto fu molto apprezzato e divenne da subito un modello di riferimento per strutture analoghe. Il suo apprezzamento fu addirittura manifesto attraverso l’esposizione nella sezione “Italia che si rinnova” della Mostra di Architettura Italiana alla V Triennale del 1933.
Il progetto nacque per ospitare molteplici servizi: uffici di rappresentanza, sale di dopolavoro, attività sportive, ricreative e assistenziali.
Il luogo che venne selezionato per l’edificazione della struttura fu l’isolato, stretto e lungo, compreso tra Porta Portese, le Mura Gianicolensi e Viale Trastevere.

Il progetto di Moretti prevedeva una serie di ambienti organizzati senza grosse divisioni tra di loro, dove la faceva da padrona la luce naturale proveniente dalle grandi vetrate.
Proprio all’ingresso del GIL, posizionata davanti ad una di queste grandi vetrate, possiamo ammirare la bellissima Scala Elicoidale, che impreziosisce l’edificio con le proprio sinuose forme e che rende più armoniosa la composizione globale della struttura.

La Scala Elicoidale, situata esattamente a metà tra le due palestre di pugilato e scherma e polivalente, costituisce una configurazione vera e propria della modalità per organizzare sequenze, sia in verticale che in orizzontale.
La Scala Elicoidale diventa il punto focale dell’attenzione, centro principale, se non unico, dell’ampia sala d’ingresso.
Negli anni l’edificio ha subito molti restauri, non ultimo per importanza, quello del 2017, che lo ha trasformato nel WeGil, uno spazio per eventi gestito dalla Regione Lazio.
Vale veramente la pena andare a visitare la struttura, per apprezzare un esempio perfetto di architettura italiana dei primi del ‘900.

Scale Elicoidali – Salite con noi i 284 scalini della piccola Scala Elicoidale per rimanere senza fiato davanti al panorama degli Champs Elysèes
Questa settimana siamo volati a Parigi per visitare uno dei monumenti più belli e più popolari della Francia:
L’ARCO DI TRIONFO.
All’interno di questo spettacolare monumento commemorativo, infatti, si trovano delle bellissime Scale Elicoidali che, con i loro 284 ripidi scalini, vi possono portare davanti ad uno spettacolo mozzafiato ammirabile dal Terrazzo dell’Arco.
L’Arco di Trionfo venne edificato su commissione di Napoleone I per celebrare le sue imprese militari. Realizzato da Jean Chalgrin, svetta al centro della Place Charles de Gaulle (o Place de l’Étoile) situata all’inizio degli Champs Elysèes (i viali nei quali si svolgono le parate del 14 Luglio) e si trova esattamente al centro dei 12 viali che si irradiano a stella proprio dall’Arco.
Imponente e inimitabile, L’Arco di Trionfo attira ogni anno, migliaia di turisti che lo visitano per rimanere estasiati dalla vista che offre una volta scalati i suoi 50 metri di altezza.

Per raggiungerne la sommità è possibile utilizzare un ascensore (relativamente piccolo che può ospitare poche persone alla volte, attivabile solo su richiesta e che non lascia proprio in cima – infatti occorrerà comunque fare gli ultimi 64 scalini a piedi), oppure salendo una deliziosa Scala Elicoidale che porta proprio alla terrazza.
Quale credete possa essere stata la nostra scelta?
Ci siamo inerpicati in questa piccola scalata alla scoperta di una Scala Elicoidale in cemento con ringhiera di metallo che, nonostante le dimensioni ridotte, si fa apprezzare.
La salita non è eccessivamente faticosa; le dimensioni ridotte della Scala Elicoidale permettono l’ascesa di una, massimo due persone, alla volta e questo fa si che la velocità sia notevolmente ridotta.

La coda all’ingresso e il prezzo del biglietto per la visita, non scoraggiano, perché il premi, alla fine, vale veramente la fatica!
Vi invitiamo calorosamente a visitare questo bellissimo monumento e le sue ripide Scale, che vi condurranno ad un paesaggio veramente indimenticabile!

Scale Elicoidali Medievali – Rocca Roverasca a Senigallia Marche Architetture medievali intrise di ingegneria moderna
La Rocca Roverasca a Senigallia rappresenta un’importantissima testimonianza di architettura medievale. Costruita tra il 1476 e il 1482, per volere di Giovanni della Rovere, Signore di Senigallia e Mondavio dal 1474 al 1501, venne edificata per ampliare e migliorare le preesistenti strutture difensive della città.
La progettazione e la sua realizzazione vennero affidate dapprima, a Luciano Laurana, progettista del Palazzo ducale di Urbino, e a partire dal 1480, all’architetto militare Baccio Pontelli.

Laurana realizzò la parte residenziale dell’opera, più il ponte levatoio, mentre Pontelli, si occupò delle opere strettamente connesse alla difesa, costituite dalla struttura d’impianto quadrangolare con massicci torrioni angolari, oltre ai lavori di completamento della residenza ducale: gli elementi decorativi delle finestre, i fregi presenti nel cortile e negli ambienti interni e, per nostra gioia e diletto, la bellissima ed imponente Scala Elicoidale del torrione nord.

Nei secoli successivi la Rocca venne ampliata e migliorata. Oggetto di innumerevoli interventi di riforma susseguitesi nel corso dei secoli, è giunta a noi nella forma attuale. Esempi degli interventi subiti dalla struttura sono ad esempio quello apportato alla prima torre difensiva risalente all’epoca romana, sulla quale furono costruite la torre costiera medievale dei secoli XII-XIII, la prima rocca voluta dal cardinale Egidio Albornoz intorno alla metà del sec. XIV, fino alla realizzazione della rocca malatestiana della metà del sec. XV e della rocca roveresca della fine dello stesso secolo.
Se questo fine settimana non sapete cosa fare e vi trovate nelle vicinanze di Senigallia, il nostro suggerimento è quello di passare per questa bella cittadina a visitare l’imponente Rocca e la sua magnifica Scala Elicoidale.
Lasciamo che le immagini parlino per noi… Non è possibile resistere al fascino medievale di queste imponenti strutture e delle loro… Scale!!




Scale Elicoidali della Capitale – Santa Maria Maggiore e La Scala Elicoidale ispirata ad un Perisphinctes
Anche questa settimana vogliamo rimanere ospiti della nostra capitale.
Siamo sempre a Roma, Caput Mundi, città d’arte e di storia, capitale ricca di opere d’arte, d’architettura e design e soprattutto, per quel che ci riguarda, di innumerevoli progetti di Scale Elicoidali monumentali.
Oggi visitiamo Santa Maria Maggiore a Roma, dove, all’inizio del Seicento, l’architetto di Papa Paolo V Borghese, Flaminio Ponzio, progettò la ricostruzione del palazzo sito a destra della basilica e con esso la bellissima Scala Elicoidale che l’adorna.

Questo maestoso progetto impegnò per tutta la vita Flaminio Ponzio, che si dedicò alla realizzazione dell’edificio su cinque piani destinato ai Canonici della basilica e all’elegante Scala Elicoidale, fino al 1613, anno della sua morte.
La Scala Elicoidale realizzata da Ponzio collega tutti e 5 i piani dell’edificio, dalle sacrestie situate ai piani bassi fino agli ultimi, destinati alla residenza del pontefice e della sua corte, ed è stata costruita nello spessore del muro.
La Scala Elicoidale ha una pianta circolare e un asse centrale in travertino, ancorato al blocco di fondazione, intorno al quale sono posizionati i gradini di forma triangolare/trapezoidale, anch’essi di travertino. Ha una piccola tromba aperta e una ringhiera metallica costituita da montanti di ferro impiombati negli scalini, come era già stato realizzato nelle scale elicoidali di Luciano Laurana ad Urbino e di Baccio Pontelli nella Rocca di Senigallia e nel Palazzo Apostolico in Vaticano.

La Scala Elicoidale di Santa Maria Maggiore è aggrappata al muro e si innalza dal basso verso l’alto snodandosi a forma di spirale come una conchiglia stilizzata, mentre le sue linee seguono un’interrotta direzione ascendente.
Questa Scala Elicoidale ci ricorda lo stretto legame tra architettura e natura, tipica italiana. La Scala Elicoidale ricorda la chiocciola Perisphinctes, mollusco cefalopodo vissuto nel Giurassico superiore circa 172-149 milioni di anni fa e noto attraverso i fossili presenti in tutto il mondo.
Questa magnifica ed imponente opera architettonica merita senza alcun ombra di dubbio una visita.

La Scala Elicoidale che troverete in questo bellissimo edificio saprà conquistarvi e sicuramente vi lascerà un indelebile ricordo di Roma e delle sue innumerevoli meraviglie.


Scale Elicoidali ed Acquedotti Romani – La storia della Scala Elicoidale di accesso all’Acquedotto di Virgo presso Villa Medici a Roma
Oggi la nostra redazione ha deciso di viaggiare, ma non un semplice viaggio come quelli che abbiamo compiuto assieme fin’ora. Oggi viaggiamo nel tempo! La scoperta, o la “ri-scoperta” delle Scale Elicoidali, non trova ostacoli o confini, nemmeno nello scorrere del tempo.
Infatti le Scale Elicoidali erano opere conosciute ed apprezzate fin dall’antichità.
In Italia, prima di ogni altro dove, ma in generale nel mondo. Oggi ci fermiamo a Roma “Caput Mundi” e scendiamo nelle viscere della terra per andare ad ammirare l’Acquedotto Vergine.
Degli 11 acquedotti costruiti dagli antichi romani, l’acquedotto vergine è l’unico ancora perfettamente in funzione. Inaugurato nel 19 a.C da Agrippa e realizzato per alimentare le sue terme nei pressi del Pantheon.

La storia di questo acquedotto è molto interessante e ci porta piano piano a capire dove e come possiamo scovare nel sottosuolo di Roma, delle magnifiche Scale Elicoidali.
Essendo alla ricerca di nuove fonti acqua, Agrippa arrivò a scavare fin nella zona dell’attuale Salone dove, grazie all’intervento e all’aiuto di una giovane donna, riuscì a scoprire una sorgente. In memoria della giovane donna complice della scoperta della sorgente (o per la purezza delle acque trovate), l’acquedotto che vi venne costruito, prese il nome di “Vergine”.
Questa fu una vera e propria opera monumentale, i Romani superarono loro stessi progettandola e costruendola. L’Acquedotto vergine è quasi interamente sotterraneo e con una lunghezza di quasi 20 chilometri, l’acqua scorre ad una pendenza massima di 30 centimetri per chilometro.

L’acqua di questa fonte alimenta innumerevoli altre opere che ancora oggi possiamo ammirare visitando la nostra capitale: Fontana di Trevi, il Bottino di via Lata, il Babbuino di via Babbuino, la Scrofa (oggi secca), la punta del Pantheon fino a Fontana dei Fiumi di piazza Navona.
Una struttura così imponente e magnifica, necessitava (e necessita tutt’oggi) di un’attenta e accurata manutenzione. Quindi per potervi accedere sono stati creati vari punti di ingresso. Ed eccoci arrivati al punto. Uno di questi ingressi è costituito niente di meno che da una magnifica (e al quanto ardita) Scala Elicoidale.
La struttura della Scala Elicoidale venne realizzata successivamente all’acquedotto, in epoca rinascimentale e vi si accede nei pressi di Villa Medici.
La Scala intera è stata realizzata completamente in pietra ed è particolarmente articolata. Si snoda nelle profondità del sottosuolo fino ad arrivare al dedalo della struttura sotterranea dell’Acquedotto che trasporta la così detta Acqua di Virgo.
Se state organizzando un tour nella capitale italiana, non potete lasciarvi scappare una visita a questa meravigliosa Scala a Chiocciola e allo splendido Acquedotto al quale vi condurrà!
Buona visita a tutti!
Scale Elicoidali del ‘400 italiano – Palazzo Ducale e La Scala a Lumaca del Torrione
Un salto nel quattrocento italiano per riscoprire un capolavoro dell’architettura nostrana.
Oggi, passando Da Urbino, abbiamo deciso di fermarci a rimirare l’imponente Palazzo Ducale di Urbino, costruito per volere di Federico da Montefeltro.
Già di per se questa struttura richiederebbe tutta l’attenzione e la dedizione per studiarne i minimi particolari, ma come sempre, a noi di Edilco, piace soffermarsi sui particolari che fanno la vera differenza tra semplice architettura ed arte.
Racchiusa nel cuore del Palazzo Ducale, è infatti celata una meravigliosa Rampa Elicoidale.
Ma procediamo con ordine.
La progettazione del Palazzo era passata nella mani del rinomato architetto Francesco di Giorgio Martini, a seguito della partenza di Laurana per Napoli.
Francesco di Giorgio dedicò molto tempo ed energie a completare ampie porzioni del palazzo, nonostante i mille impegni per i quali era assiduamente richiesto. Tra i suoi interventi relativi al Palazzo ricordiamo, ad esempio, la facciata ad “L” su piazza Rinascimento, gli spazi privati (decorazioni di finestre, camini, architravi, capitelli), gli impianti idrici, le logge, la Terrazza del Gallo, il Bagno del Duca, il giardino pensile e forse il secondo piano del cortile, oltre al raccordo con le strutture sottostanti fuori le mura. Ma i suo genio non si limitò a tutto questo (come se non fosse già abbastanza sufficiente!).

Infatti si ingegnò moltissimo per creare l’imponente Torrione circolare, che da piazzale Mercatale (così denominato perché vi si teneva il mercato) fino al piano del Teatro di Urbino.
Il Torrione nascondeva al suo interno una splendida Scala Elicoidale, meglio detto Scala a Lumaca.
La Scala Elicoidale era stata concepita per un duplice scopo. Doveva permettere al Duca Federico da Montefeltro di raggiungere direttamente a cavallo le scuderie ducali, senza dover quindi scendere e proseguire a piedi e, contemporaneamente, dargli la possibilità di controllare, senza essere visto, il lavoro degli inservienti nei locali adiacenti adibiti alle stalle .
Il torrione, nel quale si trova la Scala Elicoidale, fungeva anche da struttura protettiva al Palazzo. Grazie a questa struttura protettiva, nonché funzionale, il duca si era garantito una Scala di tutto rispetto, che gli permettesse una comoda ascesa fino ai piedi del Palazzo Ducale e al “Data”, ovvero l’Orto dell’Abbondanza, nonché alle grandi scuderie e stalle poste a metà altezza, nel seminterrato.

Più avanti nei secoli e per l’esattezza nell’800, nella parte superiore della Scala Elicoidale a Lumaca, venne edificato il Teatro Sanzio, ad opera dell’architetto Vincenzo Ghinelli.
Purtroppo fu proprio durante quel periodo che il torrione e la relativa Scala Elicoidale, conobbero il proprio declino. Infatti la struttura venne abbandonata e il torrione e la scala interna, riempiti di detriti e terra, utilizzati, al fine, come base per il teatro.
Fu solo recentemente, negli ’70, che la Rampa Elicoidale venne riscoperta e riportata alla luce
grazie ad un intervento di recupero dell’architetto Giancarlo De Carlo che riusci sapientemente a reintegrala nel circuito cittadino, preservando anche la struttura del teatro.
Ad oggi la Rampa elicoidale ora è impiegata per attività culturali e noi di Edilco Scale, vi invitiamo, se vi troverete a passare da Urbino, a visitarne tutto il suo splendore per apprezzare l’ingegno architettonico italiano in ogni sua forma.